LIBRI, PASSI, VIAGGI E MUSICA

foto passi e parole 1Una camminata a Firenze per parlare di libri e di viaggi con

Paolo Ciampi e Andrea Semplici,

accompagnati da Alessandro Vergari

della cooperativa Walden viaggi a piedi,

con il sax di Susanna Cruciani

Tutto questo sabato 15 dicembre,  dalle 15.00 alle 18.30, partendo dalla libreria Tatatà, in Via Santa Maria in Oltrarno.

Ci fermeremo poi in Piazza dei Ciompi per la Fiera dei libri e arriveremo infine alla libreria On the road, in Via Vittorio Emanuele, seguendo strade secondarie, piazze, giardini e fermandosi a leggere o raccontare viaggi.

Ci sarà poi la possibilità, alla libreria On the road, di seguire la presentazione del libro La felicità viaggia in corriera di Paolo Merlini.

Partecipazione gratuita e libera, cercate solo di essere presenti alle fermate che faremo.

Scrivete per prenotarvi a alessandro.vergari@waldenviaggiapiedi.it

Scaricate qui il programma!

Fermate;

15.00 Partenza dalla libreria Tatatà

Piazza Pitti

Piazza Santa Croce

16.30 Piazza dei Ciompi per la Fiera dei libri

Piazza San Marco

Giardini della Fortezza da Basso

Piazza della Vittoria

18.30 Arrivo alla libreria On the road

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5 motivi per camminare a Bali

Ecco almeno 5 buoni motivi…

bali walden Kelingking 01Il miglior sentiero…

Molte guide liquidano Nusa Penida in poche pagine e sembra che non sia per niente interessante, mancando di grandi spiagge come la vicina Nusa Lembongan o le isole Gili, in realtà l’isola è la miglior sorpresa di un viaggio a Bali e vale il viaggio. Da non perdere assolutamente è poi la discesa al mare lungo le ripidissime scogliere della costa meridionale, bianche come le più conosciute scogliere di Dover, ma molto meno turistiche, almeno per ora. Ci sono diversi sentieri da scegliere, ma quello più scenico e spettacolare, e meglio tenuto, è quello che porta alla spiaggia di Kelingking. Quando vi affaccerete sul bordo della scogliera difficilmente crederete ai vostri occhi e vi sembrerà impossibile che un sentiero possa scendere fino ad arrivare su quella bellissima mezzaluna di spiaggia bianca ai piedi di una penisola di roccia che scende a picco sul mare, ricoperta di un verde manto erboso, ma uno zig zag di canne di bambù vi indica il primo tratto da seguire sul ripido crinale. Il sentiero, nonostante la ripidezza, è ben tenuto, e il corrimano di canne che lo delimita è robusto e rassicurante, ma certo non dovete soffrire di vertigini! Scendendo incontrerete qualche turista che, paonazzo dalla fatica, sta tornando su con il fiatone, ma l’arrivo sulla spiaggia che, una volta arrivati è davvero ampia, ripaga davvero da ogni fatica.

 

offerte bali waldenLa miglior emozione

La cosa che colpisce di più il viaggiatore a Bali sono le offerte che gli abitanti dell’isola fanno quotidianamente agli dei del pantheon induista.

Già di prima mattina si vedono soprattutto donne, preparare fiori colorati e piccoli mucchietti di riso davanti alle tante statue che adornano gli ingressi delle belle case tradizionali balinesi. Una breve preghiera e poi l’accensione di un bastoncino d’incenso, completano il rituale, che poi si effettua di nuovo, in giornata, ad uno dei migliaia di templi che punteggiano l’isola. Qualche volta, come sugli stretti marciapiedi di Ubud, è quasi impossibile scansare queste offerte, messe come sono proprio sul piano stradale. Ogni giorno poi è possibile incontrare una cerimonia in occasione di un funerale o di un matrimonio, con file di persone cariche di doni e offerte, con mirabili profusioni di frutta e fiori, per celebrare la gloria degli dei, e la ricchezza della natura di quest’isola.

 

bali walden succi frutta 02Il miglior piatto

C’è poco da fare, la cucina indonesiana non è speciale e i veri piatti tipici sono assai limitati, ma per fortuna c’è anche tanta offerta di altri tipi di cucina e se proprio vi manca l’Italia, potete anche trovare un buon piatto di tagliatelle. Ma se non siete stanchi di nasi goreng, il piatto forte della cucina locale fatto di riso fritto, carne o pesce a pezzetti e verdure varie di stagione, allora fermatevi in uno dei tanti chioschetti che troverete lungo le strade, andate davanti ai fornelli che sono di solito in bella vista e indicate al cuoco, tra le varie pentole al fuoco o delle pietanze già preparate, cosa volete mettere insieme al riso; non ve ne pentirete! Ah, concludete poi bevendovi il succo fresco di una noce di cocco o fatevi preparare una bella insalata di frutta fresca.

 

bali walden panoram agung 03Il miglior panorama

Su questo aspetto non ci sono dubbi; andate a dormire in una delle numerose guesthouse nei pressi del Danau Bratan e mettetevi d’accordo con una guida per farvi portare a vedere l’alba dalla cima del vulcano Gunung Batur, sarà una di quegli spettacoli che ricorderete tutta la vita. La salita, ripida, ma non troppo, avviene di notte tra il bosco che circonda il grande cratere del vulcano e sicuramente non sarete soli perché è un’esperienza molto gettonata anche dai turisti più sedentari, ma anche il camminare di notte ha il suo fascino particolare. Una volta arrivati in cima, dopo circa due ore di marcia, sceglietevi un buon posto dove continuare ad ammirare il sorgere del sole, che inizia già a rischiarare l’orizzonte a oriente. Sotto di voi, tra le nuvole che passano veloci come buffi di fumo, s’intravede il grande lago del Danau Bratan, che occupa una delle caldere più grandi del mondo, poi la sagoma dell’Agung Batur, che ha dato prova della sua vivacità pochi mesi fa, e ancora più distante i picchi del Rinjani, sull’isola di Lombok a più di 100 chilometri di distanza! Copritevi bene perché, nonostante siamo all’equatore, i 1700 metri di altezza si fanno sentire, ma qualche chiosco improvvisato vi può scaldare con una buona tazza di thè caldo. Poi il disco giallo sorge in pochi minuti e inizia a scaldare le membra intirizzite, ma non scendete subito, continuate a fare il giro del cratere e poi tornate alla vostra guesthouse e fatevi un bel bagno ristoratore nelle piccole piscine termali con l’acqua bella calda, davanti ad una delle meraviglie della natura.

 

bassa marea bali waldenLa miglior storia

Solo una curiosità sulle spiagge di Bali e altre isole vicine; attenzione alla marea! Anche qui, come su quasi tutte le spiagge degli oceani, il mare sale e scende anche di diversi metri cambiando completamente l’aspetto di molte baie, incantevoli con l’alta marea, che però diventano una distesa di sassi e coralli con la bassa, per cui è impossibile fare il bagno. Quando sarete a Sanur o a Nusa Lembongan, sarà singolare vedere spiaggiate tutte le imbarcazioni ancorate e il mare ritiratosi per più di cento metri al largo, sul bordo della barriera corallina, e i bambini divertirsi a trascinare aquiloni sulla battigia bagnata.

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5 motivi per camminare in Inghilterra

Ecco almeno 5 motivi…

inghilterra walden lindsfarne 01Il miglior sentiero

Se avete letto il libro di Robert Macfarlane “Le antiche vie”, avrete certo conosciuto la storia della Broomway, uno dei sentieri più pericolosi d’Inghilterra perché è sulla battigia del Mare del Nord e scompare con l’alta marea. Ma se non volete rischiare di essere intrappolati dall’influenza lunare sull’oceano camminate allora sulla Pilgrim Way che collega la terraferma con Holy Island, la piccola isola sulle coste del Northumberland dominata dal castello e dalla chiesa di Lindsfarne. Qui potete camminare anche a piedi scalzi per circa quattro chilometri sulla soffice sabbia, seguendo i pali piantati a distanza regolare e in linea retta su quella che era la vecchia strada seguita dai pellegrini medievali e quelli moderni, fino a qualche decennio fa, quando fu costruita la strada su di un alto terrapieno. Se studiate bene le tabelle della marea avrete tutto il tempo per andare e tornare su questo suggestivo sentiero in mezzo al mare e se proprio siete imprevidenti, ci sono due altane lungo il percorso su cui rifugiarsi e sfuggire all’avanzare del mare.

 

inghilterra walden vallo adriano 03La miglior emozione

La mattina iniziamo a camminare nella nebbia, ma è un buon segno, la giornata sarà bella, serena e senza vento. Quando raggiungiamo il primo tratto del Vallo di Adriano presso Gilsland, quello che rimane della famosa barriera che per secoli separò la “civiltà” dai “barbari”, è un muretto altro poco più di mezzo metro e largo uno, praticamente riesumato e tirato su nel secolo scorso. Ma non importa quanto sia alto, né che sia vero o ricostruito; il suo tracciato sinuoso, che inizia a seguire il bordo delle colline di Henshaw, che precipitano a picco sul versante nord, sono il “confine”, il margine di un mondo, che si affaccia su una natura che sembra ancora una terra incognita, distesa all’infinito di prati e boschi, quasi senza traccia umana. Tra le pietre di quel che resta di una torre di guardia, il vento sembra porti ancora i sospiri di una sentinella, che guarda a nord in un attesa senza fine, che arrivino i “pitti” coperti di blu.

 

inghilterra walden cibo 02l miglior piatto

Per anni la Gran Bretagna è sempre stato uno di quei paesi in cui l’aspetto gastronomico non figurava tra le principali caratteristiche, magari famosa per la birra o per il whisky, altrimenti c’era solo l’imbarazzo tra fish and chips e pies. Invece da un po’ di tempo, complici anche i tanti ristoranti con cucine di tutto il mondo presenti anche in ogni piccola città inglese, anche l’offerta dei più semplici pub si dimostra all’altezza delle aspettative per una bella e saporita cena. Personalmente nei miei ultimi viaggi ho sempre mangiato bene, ma se devo ricordarmi un piatto speciale, ancora oggi insuperato nei miei ricordi, è la grande pentola di cozze, con un ancora più meraviglioso sughetto con la panna – lo so, qui i puristi storceranno il naso! – gustato in un pub specializzato in pesce al porto di Edimburgo; Leith. Ci tornerò!

 

inghilterra walden bardsey island 04Il miglior panorama

E’ il fascino di tutti i luoghi ai margini del mondo. Come a Finisterre, a Santa Maria di Leuca, a Capo Nord e in tanti altri posti, anche qui, a Bardsey Island, il panorama offre solo mare e cielo all’orizzonte. Da qui, l’Irlanda non è poi così lontana e guardando indietro, l’ultimo lembo di costa del Galles sembra a portata di mano, ma l’idea di solitudine e di luogo remoto rimane inalterata. Sarà per gioco delle correnti che qui fa sembrare il mare simile a un fiume che scorre a vista d’occhio o perché in tempi antichi, attorno all’anno mille, un vescovo proclamò che arrivare fin qui tre volte corrispondeva a fare un viaggio fino a Gerusalemme, ma c’è davvero qualcosa di mistico in questi pochi ettari spazzati dal vento che un tempo ospitavano una nutrita colonia di esseri umani, con addirittura un, mentre oggi solo poche famiglie ci vivono tutto l’anno, in compagnia di migliaia di uccelli e di centinaia di foche.

 

inghilterra walden porthmadog 05La miglior storia

In Inghilterra può anche succedere di scendere da un bus degli anni 2000 e trovarsi di fronte a una stazione del 1800, gremita di gente in costume dello stesso periodo, mentre una nuvola di fumo seguita da un fischio penetrante, annuncia la prossima partenza di un treno a vapore. Siamo capitati a Porthamdog proprio nel fine settimana di rievocazione del periodo vittoriano, quando questa cittadina, ora pacifico centro turistico, era una città industriale in piena attività, grazie alle sue vicine cave di ardesia che veniva esportato in tutto l’arcipelago britannico. Il gusto della rievocazione coinvolge tutti e sembra davvero di essere piombati in un romanzo di Dickens, con persino donne e ragazzi che sembrano usciti dagli slums londinesi, con abiti logori e sporchi di carbone. Una famiglia intera, padre in marsina, moglie con ampia sottana di trine, figlio e figlia in abiti adeguati, sembra appena piombata qui, per un disguido temporale, direttamente dalla Londra di Conan Doyle; peccato che stiano mangiando, da una confezione di polistirolo, delle porzioni di burritos!

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5 motivi per camminare nel Pelio

Ecco almeno 5 motivi…

Il miglior sentiero…

Mouresi è il mio villaggio preferito per camminare sugli antichi kalderimi della penisola del Pelio, i sentieri che collegavano i villaggi montani al tempo del dominio ottomano della zona. Da qui c’è solo l’imbarazzo della scelta se si vuole andare verso l’interno passando dai villaggi di Tsagharada e Anilio, tra i folti boschi di castagno e i secolari platani che sorvegliano le piazze con l’immancabile fontana e chiesa, oppure scendere verso il mare dell’Egeo dalle acque trasparenti. Se scegliete questa opzione andate senza dubbio alla spiaggia di Milopotamos, una doppia mezzaluna di sabbia bianca divise da un arco naturale di roccia. A poca distanza da qui, e non ve ne meraviglierete, è stato girato il famoso film Mamma Mia, con Meryl Streep.

 

La miglior emozione

Dormire nel monastero di Palio Trikeri è come fare un viaggio nel tempo. Non solo perché l’isola omonima, sebbene sia a poche centinaia di metri dalla costa è un mondo a parte, ma perché oltrepassato il pesante portone d’ingresso, si entra in un luogo che non è cambiato da secoli. La grande chiesa al centro è debolmente illuminata dalla luce delle candele di cera, le piccole celle allineate al primo piano sotto il porticato danno ancora l’idea che si possa affacciare qualche barbuto monaco da un momento all’altro. La mattina si viene svegliati solo dal canto del gallo o dal ragliare di qualche asino. La colazione e la cena si possono fare in uno dei due ristorantini aperti sul piccolo porto e il giro dell’isola si può fare in due ore di facile cammino. Sembrerebbe un posto dove ci si annoia facilmente, ma sono sicuro che vi dispiacerà lasciarla.

 

Il miglior piatto

Ad Agia Kiriaki ci sono, come in tutti i porti della Grecia, alcune taverne sul mare, spesso con i tavoli proprio sulla banchina, davanti a piccole barche che ogni giorno portano qualche cassette di pesce fresco che, se hai voglia, lo puoi comprare ancora guizzante nella rete. Sono tutti buoni, ma se proprio volete un consiglio andate dall’ultimo, quello più semplice, con pochi tavoli, e che sembra quasi chiuso, e chiedete al simpatico gestore di portare un po’ di assaggi di quello che ha e non rimarrete delusi. Polpo lessato, acciughine fresche, frittura di paranza in abbondanza annaffiata da un semplice lefkò krasi e, come complemento necessario una buona compagnia, saranno più memorabili di una cena in un 3 stelle Michelin.

 

Il miglior panorama

Forse perché ci arrivo sempre nel tardo pomeriggio e possiamo goderci il tramonto sulla piccola spiaggia davanti al Leda Hotel, o forse perché arrivando a maggio, siamo ancora soli e sembra di avere tutto il Pelio a nostra disposizione, ma il piccolo villaggio di Horto, incassato nella curva che la penisola compie quasi a richiudersi sul golfo di Volos, è uno dei miei luoghi preferiti. Qui il sole che va a tramontare dietro le montagne della Tessaglia, si riflette sul mare, che qui sembra più un placido lago, e la Grecia sembra davvero un angolo di paradiso.

 

La miglior storia

A Trikeri, in uno dei villaggi più remoti della Grecia, che fino agli anni 80 non era nemmeno raggiunto dalla strada e anche ora ci vogliono 3 ore da Volos, c’è una cosa davvero particolare e che solo in particolari momenti è possibile vedere; il trono di Napoleone Bonaparte, in legno dorato con motivi floreali e animali e sormontato da una grande corona! Ma come ha fatto ad arrivare in questo remoto angolo d’Europa, così distante dalla Francia? Sembra che in effetti il trono non fu mai utilizzato dal sovrano, ma l’artista spagnolo che lo aveva eseguito non fece in tempo a consegnarlo perché Waterloo arrivò prima. Si da il caso che da Barcellona, proprio in quel periodo, salpasse una nave greca di un capitano di Trikeri, allora porto molto più attivo,  e che attratto dall’affare lo comprò per abbellire la chiesa principale del suo paese natale, Aghia Triada, dove ancora oggi ,nei giorni di festa, siede il pope a celebrare la messa.

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5 motivi per camminare a Fuerteventura

Ecco almeno 5 motivi

fuerteventura walden barlovento 04Il miglior sentiero…

Negli ultimi anni la sentieristica sulle isole Canarie è molto migliorata e anche Fuerteventura è percorribile da nord a sud con un sentiero ben tracciato e ben segnalato, ma il tratto che vi propongo non è tra questi, naturalmente. Il mio sentiero preferito è quello che dal Risco del Paso sale fino alle colline presso la Casa de Pecenescal e poi inizia a seguire la costa di Barlovento, proprio al limitare prima della costa e poi sulla grande spiaggia fino a Cofete. Il primo tratto non è facilmente seguibile, perché soprattutto sulle grandi dune del crinale, la traccia si perde spesso, ma tenendo conto che poi il sentiero segue il primo tratto di costa roccioso tenendosi a poca distanza dal mare, si trova più avanti una comoda traccia da seguire, spesso segnalata da ometti di pietra. Oltrepassando alcuni barrancos, si giunge poi al primo tratto di spiaggia facilmente percorribile anche sul bagnasciuga. Da qui è poi una lunga passeggiata da fare anche a piedi nudi sulla sabbia bagnata, che spesso, durante la bassa marea e con il sole, offre spettacolari riflessi in cui mare e cielo si confondono. Il percorso richiede 5, 6 ore buone, ma la solitudine pressoché totale e la sensazione di essere davvero ai confini del mondo, sono indimenticabili. L’arrivo al piccolo e remoto villaggio di Cofete è poi remunerato da un buon bar e ristorante, dove potete bervi una bella birra godendo di un panorama selvaggio unico al mondo.

 

fuerteventura walden jurado 03La miglior emozione

Fuerteventura, fuori dai grandi agglomerati fatti di residence tutto compreso e villaggi vacanza, offre delle emozioni spesso veramente particolari. Difficile sceglierne solo una, ma forse quella più inaspettata e suggestiva ci può accadere durante il bivacco alla spiaggia della Caleta Negra presso la Pena Horadada, uno dei posti più selvaggi e dalla natura drammatica dell’isola. Immaginate un lungo vallone desertico che va a finire nell’oceano vicino ad una grande roccia vulcanica nerastra con un enorme arco naturale, la risacca violenta sulle spiaggia di grandi ciottoli e un piccolo boschetto di tamerici, il tutto lontano qualche chilometro dal remoto paesino di Ajuy. Ora immaginate di bivaccare sotto le stelle in questo posto in compagnia solo del vento e di sentire all’improvviso gli angoscianti e incredibili richiami delle berte… beh, non ve lo scorderete!

 

fuerteventura walden betancuria 02Il miglior piatto

Sicuramente le papas arrugadas con il mojo. Simbolo di una cucina povera, al limite della sopravvivenza, le papas arrugadas sono patate novelle, cioè piccole, cotte con tanto sale, altra cosa abbondante sull’isola. La cosa che le rende più buone è quindi la rosta salata che si forma sulla buccia e il fatto di accompagnarle ad un altro sapore caratteristico delle isola Canarie; il mojo. Anche questa salsa è il tripudio della povertà; olio, aceto, aglio, cumino, paprica e peperoncino se è quello rojo, cioè rosso, oppure sostituendo il peperoncino e la paprica con il prezzemolo o il coriandolo nel caso del verde. Insomma ingredienti semplici, ma per un gusto forte, adatto a queste isole davvero estreme, ancora più buoni se mangiate attorno ad un fuoco.

 

fuerteventura walden pico zarza 05Il miglior panorama

Il sentiero parte dalla più anonima periferia di Morro Jable, l’enorme centro turistico costruito al sud dell’isola, ai margini di alcune delle più belle spiagge bianche delle Canaria. Dove fino a poco più di cinquant’anni fa c’era solo un villaggio di poveri pescatori, che spesso si affidavano alle onde dell’oceano fino al Venezuela, piuttosto che continuare a vivere in una terra senza speranza, ora c’è un tripudio di alberghi con piscine, negozi dalle grandi firme, bar e ristoranti gremiti di bianchi turisti del nord Europa. Ma lasciando alle spalle tutto questo il sentiero per il Pico de la Zarza, la vetta più alta dell’isola, regala una splendida carrellata delle varie zone vegetali dell’isola, passando quindi dalla parte più desertica ai cespugli Della rara Margherita di Winter, Argyranthemum winteri, fino alle bellissime piante di Jorja, Asteriscus sericeus che fioriscono nell’atmosfera umida e spesso avvolta nella nebbia del Pico de la Zarza. Arrivati in cima potrete godere davvero di una visione d’uccello di tutta la spiaggia di Barlovento – che forse avrete percorso qualche giorno prima – e la sensazione di essere in una natura ancora primordiale.

 

fuerteventura walden pla 01La miglior storia

A Fuerteventura ci sono tante storie da raccontare, forse perché vivere in un’isola del genere, lontani da tutto e circondati da un ambiente duro e ostile, accende la fantasia e la voglia di altri mondi come accadde a Josephina Pla, nata nell’angolo più sperduto di Fuerteventura, esattamente sull’isola di Los Lobos, isola nell’isola. Cresciuta in mezzo al nulla, figlia dell’unico custode dell’unico faro dell’isola, tra i vulcani e il mare, la giovane Josephina ebbe in dono una grande intelligenza e la fortuna di poter poi andare in Spagna dove continuò gli studi superiori. Poco più che ventenne si trasferì in Paraguay dove diventò una delle donne più conosciute e ammirate della cultura del paese, scrivendo poesie, articoli, critiche e diventando persino ceramista. Un busto con la sua effige di donna anziana, posizionata sull’isola a ricordo, non le rende giustizia, è più bella una seconda targa, posta proprio accanto al faro, dove una sua poesia è accompagnata dalla sagoma di un gabbiano sullo sfondo delle onde che s’infrangono sulla costa dell’isola e che ci rammentano che un uccello può andare molto lontano dal suo nido.

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5 motivi per camminare in Vietnam

Ecco almeno 5 motivi

vietnam walden cat ba 04Il miglior sentiero…

Volete un’idea di quello che provavano i marines americani, o i legionari francesi, a combattere i vietcong nella giungla? Volete provare a camminare sui sentieri tra le colline calcaree della baia di Ha Long, incontrando piante enormi, fiori inconsueti, funghi affascinanti? Provate a seguire il sentiero che dal villaggio di Viet Hai porta alla cittadina di Cat Ba, 4 ore di escursione indimenticabili, da cui uscirete sudati, ma anche orgogliosi dell’impresa. Passerete così da un bucolico villaggio tradizionale, dove si va ancora in bicicletta, a una vivace cittadina turistica, attraversando diversi chilometri di foresta altrimenti impraticabile. Non perdete poi la visita dell’incredibile ospedale, che i vietnamiti avevano ricavato negli anfratti della montagna, e pressoché impossibile da colpire, e fate attenzione se lo percorrete con la pioggia, le rocce del sentiero sono molto scivolose.

 

vietnam walden cibo 03Il miglior piatto

Sicuramente un caldo pho, mangiato in un ristorantino di strada ad Hanoi. La città può essere definita un paradiso per gli amanti del cibo di strada, con un’infinita possibilità e varietà di piatti da assaggiare, gran parte fatti sul momento e con ingredienti freschissimi. Il pho in particolare è il piatto tipico del Vietnam, una bella zuppa con noodles – spaghetti di riso – verdure e carne, di solito manzo. Per aromatizzare il piatto poi ogni cuoco ci mette la sua fantasia, ma di solito ci sono foglie di menta, lime, germogli di soia e altri ingredienti che potrete aggiungere anche all’ultimo momento.

 

vietnam walden bambù 02La miglior emozione

Quella di camminare in una foresta di bambù. Soprattutto la prima volta che si cammina in un ambiente simile, è davvero stupefacente entrare sotto la volta di queste enormi canne alte più di dieci metri. Quello che lascia più stupiti sono poi gli enormi germogli che già da piccoli hanno il diametro che raggiungeranno da grandi e la cui sommità è davvero particolare. Ci sono varietà che possono crescere anche di 30 centimetri il giorno! Il fusto delle piante adulte è poi così elegante e lineare che non ci si stanca mai di osservarle e di farli delle foto giocando con le loro ombre o con la brattea che avvolge ogni sezione, ora più aderente, ora più secca. Solo un’attenzione; non toccate mai queste brattee perché hanno delle piccolissime spine che possono essere dolorose.

 

vietnam walden ha long 05Il miglior panorama

Avete presenti le stampe cinesi antiche, quelle dove i contorni di colline ripidissime si susseguono in quinte sempre più distanti, svanendo nella nebbia? Ecco, navigare nella baia di Ha Long ti fa diventare protagonista reale di uno di quei quadri e, con la tua barca, passerai davvero tra quelle montagne che sembrano emergere dall’acqua davvero per magia. Le isole sono migliaia e formano un dedalo di canali e baie in cui si perde facilmente, e con piacere, l’orientamento, trovando ora un villaggio di pescatori costruito direttamente sull’acqua, o una bella spiaggia di sabbia dorata dove fare un bel bagno. A ogni virata, dietro ogni svolta, una nuova sorpresa! Una delle caratteristiche del nostro viaggio è quello di navigare però nella parte meno turistica della baia, lontani dalla ressa di barche che vanno a visitare la grotta delle Meraviglie o la fabbrica di perle. Dove andremo noi ci saranno sempre pochi turisti.

 

vietnam walden gente 01La miglior storia

Camminando sui sentieri delle montagne del nord del Vietnam ci sono dei momenti in cui sembra di essere molto lontani dalla civiltà, osservando la gente che lavora la terra seguendo tradizioni antiche , ma ormai anche nelle capanne più sperdute si trova una moto parcheggiata e la parabola per un televisore. Le case sono quasi tutte di bambù e su palafitte, e mentre il piano sopraelevato è praticamente una grande stanza dove si cucina, si dorme e si vive, al piano terra ci pensano i maiali e le galline a tenere pulito. Un giorno, percorrendo un sentiero abbastanza remoto, incontriamo un bambino, di 4 o cinque anni, non di più, dalla faccia sorridente e gli diciamo in italiano che è molto bello. Lui prontamente risponde con la stessa frase, senza nessuna storpiatura, nemmeno di accento. Incuriositi, gli continuiamo a dire altre cose, sempre in italiano, alle quali, senza nessuna esitazione, continua a ripetere con la stessa naturalezza con cui parlerebbe un bambino italiano. Proviamo anche con parole con la consonante erre, notoriamente più difficile da pronunciare per un asiatico; il mio nome, alessandro, lo pronuncia benissimo. Lo salutiamo, ancora stupiti, chiedendoci se a scuola sarà un piccolo genio e chissà quale sarà il suo futuro. Sarebbe un peccato fargli perdere queste capacità.

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5 motivi per camminare in Iran

Ecco almeno 5 motivi…

iran walden shapur 03Il miglior sentiero

Sulla guida è descritta come uno dei luoghi più interessanti dell’intero paese, e in effetti salire alla grotta di Shapur è un’esperienza davvero particolare. La cosa migliore, se si è con un mezzo noleggiato e con un guidatore, è di farsi lasciare al villaggio di Shapur e iniziare a camminare sulla sponda destra della vallata, su di una comoda strada sterrata e inoltrarsi nell’enorme spacco della montagna, una sinclinale che fa parte di quell’enorme corrugamento che separa l’altipiano iraniano dal Golfo Arabico. Entrati nel largo della valle, dopo circa un’ora di cammino si arriva al primo villaggio da cui si diparte un sentiero che inizia a serpeggiare in salita, verso la parete rocciosa a strapiombo che delimita la cima dell’enorme curva rocciosa, 300 metri più in alto. Il sentiero è ben tenuto e utilizzato anche dai pastori e dai tanti visitatori che, nonostante il ripido dislivello, salgono qui durante i fine settimana. L’ultimo strappo in salita è facilitato da una ripida scalinata che arriva all’inizio di una enorme caverna che s’incunea nel ventre della montagna, nel mezzo della quale, quasi a sostenere l’enorme peso, c’è l’incredibile statua di Shapur I, imperatore dell’impero Sassanide, ricavata da una grande colonna naturale.

 

iran walden persepolis 04La miglior emozione

La grandezza di Persepolis! E’ un posto turistico e non sarete soli, ma quello che resta di questo grande palazzo iniziato a costruire da Dario I intorno al 500 a.C.  riesce a far rimanere a bocca aperta anche il più navigato viaggiatore. La sua estensione, la bellezza e la ricchezza dei suoi bassorilievi, la maestosità delle sue colonne, è un unicum che ti stordisce e ti fa inchinare davanti a tanta bellezza. Andateci soprattutto al tramonto, quando le pietre diventano rosate e le colonne si stagliano nel controluce del crepuscolo.

 

iran walden cena 01Il miglior piatto

Assaggiate una classica portata di pranzo di nozze, il fesenjan, gustoso spezzatino di pollo o anatra con noci e melograno. Queste ultime, soffritte con molta cipolla diventano una spessa salsa a cui si aggiunge zafferano e cannella. Sembra che una ricetta simile sia stata trovata scritta su una tavoletta di pietra risalente addirittura al VI secolo a.C.

iran walden yazd 02Il miglior panorama

Al tramonto salite su uno dei tetti di un albergo nel centro di Yazd, dove di solito c’è anche un bar per sorseggiare un buon thè o un succo di frutta e ammirate la sagoma della slanciata della Moschea del venerdì, costruita alla metà del 1300, inconfondibile con la sua facciata coperta di maioliche e i due minareti che la sorreggono, simili davvero a due razzi pronti a decollare, e la vedrete pian piano cambiare di colore fino a diventare blu, illuminata da potenti riflettori colorati. Sotto di voi la sterminata città in adobe – un particolare impasto di argilla, sabbia e paglia – che è la più grande del mondo con questo particolare tipo di architettura, il cui profilo è interrotto solo da  qualche torre del vento che cattura il minimo refolo di vento; un’altra delle meraviglie di questa città.

iran walden deserto 05La miglior storia

Gli iraniani sono molto socievoli e hanno spesso voglia di parlare con i viaggiatori, anche perché ce ne sono ancora pochi, soprattutto lontani dai percorsi più battuti. Una notte abbiamo bivaccato nei pressi di una piccola oasi, nella zona di Arosan, lungo il margine del grande deserto del Dasht-e Kavir Il nostro gruppo  aveva piantato le tende a poche centinaia di metri dalle poche case del villaggio, costruite ai margini della piccola zona coltivata e resa fertile da una bella sorgente che, grazie a un canale, dissetava un bel tratto di deserto.  La mattina, dopo una bella colazione, scaldati dal sole mattutino – le notti a marzo sono ancora gelide – facciamo una passeggiata tra le palme dell’oasi e tra  i piccoli campi verdi di erba medica e punteggiati dai fiori di mandorlo, passando accanto alle poche case di fango, la maggior parte le vediamo ormai crollate, sciolte su se stesse dalla piogge invernali, per mancanza di una costante manutenzione. Solo una sembra ancora in piedi e ben tenuta, e in effetti c’è una persona che ci sta lavorando, impastando terra e cemento per risistemare la volta d’entrata. La curiosità è reciproca, e scoprendo che parla inglese, la comunicazione è più facile. Veniamo a sapere che è nato proprio qui, ma ormai non ci abita più nessuno e che lui sta però ristrutturando la casa, per poterci venire il più spesso possibile, perché vuole riprendere a coltivare la sua terra. Quando sente che siamo italiani ci racconta che qualche anno prima ospitò, proprio in questa casetta, una coppia di italiani in moto; sicuramente molto avventurosi. Chissà chi erano!

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