Una camminata sul Vallo 1° parte

IMG_3104_15693Ma questi sono faggi!?” “Ma questi sono biancospini!?” Fatti pochi chilometri, lungo i primi sentieri al confine tra l’Inghilterra e Scozia, lungo quello che un tempo era l’invalicabile Vallo di Adriano, iniziava con queste domande una lunga serie di sorprese e di incredulità, a tu per tu con la flora delle isola britanniche.

C’è poco da fare, non siamo abituati, noi avvezzi alla flora mediterranea, a vedere così tanti e così vetusti alberi in continua successione, che dopo qualche giorno quasi li consideri “normali”, nel bucolico paesaggio delle terre d’Albione.

Ci hanno raccontato anche delle incredibili foreste primarie caledoniche, ma queste sono troppo a nord per poterle visitare. In compenso, seguire il lungo sentiero del Nationl Trail lungo l’Hadrina’s Wall, permette di vedere, e con calma, alcuni degli aspetti più belli e tipici dei paesaggi di queste latitudini, come le ampie zone degli estuari dei fiumi caratterizzate dalle incredibili maree, le brughiere che si estendono a perdita d’occhio, i pascoli recintati da lunghi muretti a secco, macchie di foreste con alberi che ricordano gli Ent di tolkeninana memoria.

IMG_3147_15735Camminare lungo questo sentiero è un immersione nella natura, ma anche un bellissimo viaggio nella storia che se, anche se si segue un basso muretto in gran parte restaurato nel corso degli ultimi cento anni, riemerge e sembra passato da poco, se si visitano i musei di Vindolanda, di Chester o di Wallsend.

Sembra quasi incredibile che per quasi due secoli, migliaia di legionari, difesero questo estremo lembo d’Impero, spesso molto lontani da casa propria. Alcuni reparti venivano dalle pianure dei Balcani o dalle montagne illiriche, altri addirittura dai roventi deserti della Siria.

Cosa avranno pensato arrivando fin qui, in terre dove l’inverno sembra non finire mai, dove d’estate il sole rimane imperterrito sull’orizzonte, davanti a genti che si pitturavano di blu? Eppure sembra che si siano adattati, anzi, addirittura fondato villaggi, sposato donne del luogo e dato il via a tutto quel filone tra leggenda e storia dove Re Artù è uno dei protagonisti principali.

Qui non ci sono grandi monumenti come gli archi trionfali, non ci sono i grandi teatri del mondo mediterraneo, o le maestose rovine delle nuove città dell’Africa, ma villaggi in cui sono state trovate testimonianze molto più semplici, ma anche più emozionanti. Come centinaia di scarpe di pelle, da uomo, da donna e da bambini o, cosa rarissima, frammenti di lettere, di semplici lettere scritte all’amica, al dottore, al commerciante, dove non si parla di editti o leggi, ma si fanno confidenze, si chiede un favore, si dà un appuntamento.

IMG_3012_15613Il percorso ufficiale parte da Bowness on Solway, un piccolo villaggio situato in quel difficile confine dove l’estuario di un fiume diventa mare e viceversa, e due volte il giorno la tua barca si troverebbe adagiata sulla sabbia invece che tra le onde. Qui si può bere una birra e farci fare una foto accanto a una sagoma di legionario romano e farci apporre il primo sigillum sul passaporto, un documento che certifica la percorrenza del vallo per poi ottenere il meritato diploma alla fine del viaggio.

Passeggiando lungo il sentiero che per un lungo tratto costeggia l’argine dell’estuario del Solway fa effetto vedere il mare ritirarsi per centinaia di metri con stormi di gabbiani, corrieri, sgarzette, piro piro che si avventano su pesci e molluschi rimasti sorpresi dalla marea.

Senza una spiaggia vera e propria il limite delle acque è segnalato subito da una spessa coltre di erba e subito dietro da una macchia di aceri, noccioli, salici, biancospini, sambuchi, ben diverso dal limite a cui noi, sulle nostre spiagge italiane, siamo abituati. Un cartello indica anche che interi pascoli, la strada e il sentiero stesso, possono essere inondati in caso di maree eccezionali e tutte le guide ti avvisano di controllare bene gli orari delle stesse.

Il giorno dopo, passati da Carlisle, bella cittadina storica, con la sua chiesa gotica, il suo castello e l’interessante museo della Tullie House, che conserva molte vestigia romane, il tracciato s’inoltra in una classica campagna inglese, fiancheggiando il placido fiume Eden, contornato da una continua fioritura di epilobi, ormai in fase di maturità, che diventa ancora più appariscente nelle controluce mattutina, con i suoi pennacchi bianchi. Qua e la spuntano delle digitali e poi ecco l’onnipresente Noli me tangere, che qui assume proporzioni quasi arboree ed è diffusissimo. Il gioco più divertente è strizzare i loro baccelli maturi che proiettano i piccoli semi a distanze anche considerevoli.

IMG_3179_15766Il sentiero è sempre ben tenuto, con innumerevoli varianti per superare recinzioni e muretti a secco come le kissing gate, gli step gate, i ladder stile i mass-path stile, tutti fatti allo scopo per far divertire i camminatori, e di impedire al bestiame di poter passare da un pascolo all’altro senza il permesso del pastore. A proposito, qui i pastori vanno in quad e i cani sono allenatissimi, non solo a controllare perfettamente il gregge, ma anche a salire e scendere di corsa dal mezzo meccanico come se per loro fosse la cosa più naturale del mondo.

Un’altra cosa interessante e regolata da ben precise leggi è il diritto al passaggio anche nelle proprietà private, cosa che permette di passare praticamente ovunque, anche negli orti privati sul retro dei cottage, anche se nessuno si permette di sconfinare!

Per camminare da queste parti provate con Walden…

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