Una camminata sul Vallo 2° parte

IMG_3288_15872Vista la scarsa densità abitativa delle zone percorse – pochi villaggi e solo fattorie isolate – delle provvidenziali e artigianali box, provviste di snack e bibite fresche, vengono in soccorso degli assetati e affamati walkers, che lasciano il loro obolo nelle honesty box, piccoli salvadanai pubblici, a dimostrazione che qui il bene privato, ma anche ad uso comune, è oltremodo rispettato.Nei primi due giorni il muro s’intravede appena, più per il vallo, cioè la trincea che i romani avevano scavato davanti all’opera muraria vera e propria, che per altro, essendo stato depredato per secoli delle sue belle pietre già squadrate per costruire castelli e chiese nei pressi, ma spesso lo delimitano grandi alberi – faggi e aceri soprattutto – che non lasciano dubbi del suo antico uso come confine o come strada un tempo molto più frequentata.

Dormendo in una fattoria di vicino Walton, in una vera farm inglese, con centinaia di capi di bestiame a giro per i pascoli vicini, assaporiamo per la prima volta il fascino di una vecchia dimora carica di storia. Con i dipinti degli avi – non mancano colonnelli e generali – attaccati alle pareti, sciabole in bella mostra, collezioni di porcellane e una bella birra servita in un boccale di peltro, manca solo di parlare del tempo e del raccolto per completare l’ambientazione edoardiana della situazione. La colazione alla mattina non è da meno, e oltre alle uova e alla classica pancetta fritta, non mancano i sanguinacci e un po’ di haggis, il tipico piatto scozzese fatto con interiora di pecora. E’ qui che troviamo anche il primo esempio di ah-ah, il tipico fossato che delimita il prato della dimora aristocratica dai pascoli e che impedisce agli animali di rovinare il giardino appena rasato o di mangiare le bordure fiorite del giardino padronale fatto di dalie, aster, rose e nasturzi.

IMG_3101Lasciamo la fattoria seguendo un grande viale di faggi maestosi, increduli, noi che siamo abituarli a vederli quasi sui crinali dell’Appennino, a nemmeno 200 metri di altezza sul livello del mare. Sono così vecchi che forse hanno visto passare le schiere di Enrico VIII mentre andavano a bruciare le cattedrali di Jedburg e Melrose e sicuramente le armate di Cromwell, mentre andavano verso la Scozia.

Poi finalmente il muro arriva davvero. Come un serpente gigantesco che si mette a prendere il sole, ecco che il Vallo segue, su e giù, le spettacolari Sewingshields Hill e le Cuddy’s Crags, da una parte dolci colline coperte di erica e felci, dall’altra ripida scarpata basaltica vecchia più di 200 milioni di anni.

IMG_3340_15923Ai loro piedi i laghi di Bromlee e di Greenlee riflettono, nella loro acqua scura, il cielo azzurro e i colori autunnali della brughiera intorno. Sulla Sicomore Gap, una suggestiva valletta tra un pendio e l’altro, un gigantesco acero sembra l’ultima solitaria sentinella di un esercito ormai scomparso di grandi boschi che un tempo popolavano questo lembo di terra.

Nonostante siano pochi i villaggi attraversati, una cosa che stupisce è la cura con cui gli inglesi tengono i loro giardini. La domenica soprattutto, sono tutti indaffarati a sistemare il loro angolo di verde, a potare, tagliare l’erba, vanghettare le aiuole, fare due chiacchere con te che gli chiedi; “Ma come fa ad avere delle dalie così belle?”.

IMG_3069_15661Passiamo poi dal villaggio di Newtown, anonimo luogo dell’Inghilterra se non fosse che qui la cura dei giardini è portata all’estremo e non a caso, alcune targhe sulla casa più vecchia del paese, ci dicono che ha vinto il concorso Cumbria in bloom per ben 5 anni di seguito e non stentiamo a crederlo!

I lindi cottage sembrano appena riverniciati, le siepi di bosso e di tasso appena potate, i fiori in pieno boccio nonostante la stagione, i pratini senza una foglia fuori posto e perfettamente sagomati come l’acconciatura di una sposa appena uscita dal parrucchiere. Insomma, tanto di lode agli invisibili giardinieri, di cui non vediamo il corpo, ma il bel lavoro quotidiano.

Anche l’arrivo a Newcastle avviene lungo il bel fiume Tyne, anch’esso segnato dalle maree, tra grandi viali di ippocastani e farnie che all’improvviso si aprono in grandi campi aperti dove si gioca a cricket o a calcio, seguitando poi su ombrosi vialetti, è facile incrociare coppie che portano a spasso i loro cani o giovani che fanno jogging.

IMG_3420_16003Solo un tratto di due chilometri, accanto all’enorme complesso della Rolls Royce, rompe l’incanto della tranquillità del paesaggio semiurbano inglese, fatto di ampi spazi verdi e ordinate casette tutte uguali, con le loro tipiche bow windows. Poi le sagome degli arditi ponti di ferro, situati al centro di una delle città più moderne dell’Inghilterra, ci vengono incontro a ricordarci il suo passato, di culla della civiltà industriale. Fu proprio qui che Stevenson fece passare la sua prima macchina a vapore, dando l’addio per sempre al tiro animale, iniziando una nuova era.

Ma dopo i grandi tralicci imbullonati ecco la nuova sfida della moderna Newcastle, il Gateshead Millenium Bridge, il curioso e suggestivo ponte che invece di aprirsi o sollevarsi come la maggior parte dei ponti, per permettere il passaggio delle navi, bascula, portando il piano stradale ad alzarsi fin quasi a 90 gradi. L’orario varia da giorno a giorno e a seconda delle maree, ma lo spettacolo è garantito e attira sempre frotte di turisti.

Continuando lungo il fiume, passati i resti di quelli che furono alcuni dei cantieri navali più grandi e moderni dei primi del ‘900 – qui fu costruito il mitico Mauretania, detentore per ben 20 anni del record di traversata dell’Atlantico – e di cui non rimane quasi niente, troviamo invece l’ultima testimonianza del Vallo, qui, su quella frontiera a due passi ormai dal Mare del Nord. Non rimangono che i perimetri delle caserme e della piccola cinta muraria dell’antico fortino costruito dai romani, ma il museo vale la visita per fare un riassunto di tutto il cammino percorso e delle epoche storiche attraversate in questa settimana di cammino.

IMG_3434_16017Ci sono gli immancabili gadget del percorso, magliette, armature e spade di plastica, libri per imparare il latino, tante guide per chi comincia l’avventura o per chi l’ha finita e vuole tornare a casa con un ricordo in più. Ritiriamo il nostro diploma e ci dirigiamo alla fermata della metro che ha le scritte di servizio in inglese e in latino; “Noli fumare” segnala un cartello.

Il Vallo è finito, ma già si sta preparando un’altra avventura, questa volta un po’ più a nord, ma sempre al confine tra Scozia e Inghilterra, sulle tracce di uno dei grandi santi inglesi del VII secolo; San Cutberto.

Altre chiese, castelli, ma anche altri alberi, fiori e paesaggi incredibili ci aspettano!

Per saperne di più e magari camminare in tranquillità sul percorso scegliete Walden…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...