Storia di come nasce un video

Tanti anni fa facevo delle belle proiezioni con le diapositive. Usavo due proiettori e con una centralina potevo fare delle belle dissolvenze con le immagini e con l’accompagnamento della musica; erano davvero piccoli reportage di viaggio. Poi l’epoca delle diapositive è finita e siamo entrati nell’era delle immagini digitali. E così mi sono cimentato in piccoli video, rimontando le foto, sempre con l’accompagnamento musicale, che facevo prima con la macchina fotografica e poi, recentemente, sempre più spesso con il mio smartphone. Ma non ero contento dei risultati, anche perché non avevo trovato il mezzo e il programma giusto per fare il tutto il più semplicemente possibile. C’era sempre bisogno dell’ausilio di un pc. Poi l’anno scorso la rivelazione, portata da mia figlia, appena maggiorenne, ma già molto abile nell’uso delle potenzialità dei nuovi telefonini e molto creativa. Guardo con sorpresa e meraviglia il video che ha montato e gli chiedo; “ma come hai fatto?” E così si aprì un mondo di possibilità, di montaggi, di effetti, prima davvero inimmaginabili e soprattutto fattibili con un telefonino!

hqdefaultNacquero così le prime prove fatte nei viaggi in Cappadocia e nella Toscana meridionale degli Etruschi. Prove fatte per impratichirmi delle possibilità di montaggio di immagini ferme, ma anche delle prime sequenza di video, che movimentano molto di più lo spettacolo.

hqdefault1Poi i primi tentativi di costruire una storia con le immagini utilizzando uno dei miei luoghi preferiti; il mio Orto. Un buon risultato frutto di diversi giorni di riprese, baciati da una luce generosa e da un psoto poetico.

hqdefault2Poi la Grecia, con il mio viaggio nel Pelio, mi ha dato la prima possibilità di raccontare un viaggio a piedi con le immagini prese durante il viaggio stesso e montate durante i giorni di cammino. Un lavoro a volte anche faticoso, perché fatto magari la sera prima di dormire, ma estremamente gratificante anche perché è bello condividere le emozioni del viaggio con gli altri componenti del gruppo ancora a ”caldo”.

hqdefault3Poi è stata la volta del viaggio in Islanda, e qui devo dire che sono stato fortunato a vederla con un tempo e una luce magnifici, e quindi il risultato non poteva che essere epico, visto anche le straordinarie emozioni che dà il paesaggio islandese. Su questo video devo dare però qualche informazione in più, soprattutto per quanto riguarda le scelte della musica di accompagnamento ai video che faccio.

Per me la scelta della musica è determinante, forse spesso parto proprio prima dalla musica per creare un video. Bisogna ascoltarne tanta e poi fare la scelta difficile di dire; “si è questa la musica che non solo accompagna, ma potenzia le immagini stesse”. Devo dire che di solito scelgo tra repertori di musica classica o tradizionale, ma una fucina di musiche d’ispirazione sono anche le colonne sonore di film di bravi musicisti. Nel caso islandese, mi ascoltavo in viaggio la colonna sonora del Signore degli Anelli di Howard Shore, e devo dire che era perfetta ad accompagnare visioni di terre sconvolte dagli elementi o scenari di bucolica bellezza. Se c’è un modo in cui potrebbe essere immaginata la terra descritta di Tolkien, l’Islanda o la Nuova Zelanda, se la contendono alla pari. Ed ecco che anche oggi che rivedo il video per l’ennesima volta, vengo ancora incantato dalla suggestione di alcuni passaggi, dove la musica sembra fatta proprio apposta per le mie immagini. Grazie Howard!

hqdefault4Anche per il video di New York sono partito prima con la musica. Addirittura prima di partire mi ero già scaricato l’mp3 della Rhapsody in Blue di George Gershwin, che per me rappresenta un po’ la quintessenza della città. Passati due giorni a testa in su tra i suoi grattacieli e le sue attrazioni architettoniche, è poi stato facile adattare il materiale filmato al travolgente ritmo del musicista americano.

hqdefault5Una prova più difficile è stata invece la creazione del video su Walden e H. D. Thoreau, un luogo e uno scrittore simboli per me, realizzata durante il mio breve soggiorno nel Massachusetts. L’atmosfera invernale e intimistica, le memorie e le suggestioni del luogo in cui aveva abitato Thoreau, sulle sponde di un piccolo lago circondato da boschi, l’evocativo cimitero di Sleepy Hollow, le vecchie case coloniali di Concord, avevano bisogno di una musica particolare. Ed ecco che è venuto in soccorso un musicista abbastanza giovane ma che ha ripreso la scuola di Glass e Nyman; Max Richter, con la sua musica minimalista e d’ambiente. Ho capito subito che era il compositore giusto e la sua musica, ripresa da una traccia di Leftovers, era quella che cercavo.

hqdefault6Anche per il video sull’Etiopia, fatto con il tanto materiale raccolto nell’ultimo viaggio nel Tigrai, ero già partito con una musica in testa che per me ci sarebbe stata bene per unire le immagini di un viaggio tanto particolare. Questa volta era la colonna sonora di un film di guerra ambientato nella vicina Somalia, Black Hawk down, un film di Ridley Scott con la indimenticabile colonna sonora creata da Hans Zimmer con il contributo di altri musicisti. C’è una curiosità interessante su questa scelta di musica; il brano che più mi piaceva e mi sembrava più adatto “Gortoz a Ran J’Attends” che per me sembrava cantato in lingua sconosciuta, ma assimilabile a un dialetto del corno d’africa, è in realtà una canzone del musicista bretone Dernez Prigent, e la cantante, Lisa Gerrard, canta in lingua bretone! Per me comunque rimane uno dei più bei brani musicali mai sentiti e ci sta benissimo.

Pensando ai prossimi viaggi e alle foto che farò, non mi resta che sentire ancora un sacco di musica per accompagnare i miei prossimi video.

Stay tuned sulla mia pagina di youtube!

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